Fabio Specchiulli

Il mio Lavoro

Per stare meglio abbiamo bisogno di acquisire strumenti concreti che ci permettano di affrontare meglio la quotidianità. Nel mio lavoro ho scelto di seguire principalmente il modello della Gestalt.

Partendo da questa, propongo un percorso che ha a che fare con le Emozioni, i Pensieri e le Azioni.

EMOZIONI: cosa sento? Tutte le emozioni sono importanti per la sopravvivenza. Ognuna ha la sua funzione per l’organismo ed è bussola per la strada da percorrere. Vivendo in una società che predilige il ragionamento, col tempo ci siamo dis-abituati a sentire le emozioni. Se da un lato siamo diventati esperti pensatori, dall’altro questo ci ha portato ad avere molti disagi poiché un ragionamento e un’azione che non poggiano su un’emozione sono come un albero che non poggia sulle radici. In più le abbiamo condite di giudizi fino a suddividerle in buone (felicità) e cattive (tristezza, rabbia, paura, disgusto). Di conseguenza, ci giudichiamo se ne proviamo di “cattive”. Primo passo importantissimo è ascoltarci senza giudizio per riappropriarci della capacità di sentire le emozioni, riconoscerle e permetterci che ci siano tutte.

PENSIERI: cosa voglio? Una volta riconosciuta l’emozione del momento, il motore è acceso e possiamo pensare a che cosa vogliamo fare con quello che proviamo. Immaginiamo di provare paura. La sua comparsa segnala che mi sento in pericolo per qualcosa. Il desiderio che si può nascondere dietro è di essere protetto e rassicurato. Cosa voglio fare dunque affinché mi possa sentire protetto e rassicurato? Cosa voglio fare affinché qualcuno mi possa proteggere e rassicurare? Questo è un momento impegnativo poiché si tratta di far trovare un accordo a tutte le parti di noi che sono spesso in conflitto sul da farsi e perché ogni accordo ha a che fare con uno scambio, sapendo che per ogni scelta c’è una rinuncia.

AZIONE: cosa faccio? Dopo che le varie parti di noi hanno trovato un accordo sul “che cosa voglio fare”, non resta che mettere in atto il nuovo comportamento. In questo modo il ciclo si chiude e potremo soddisfare un desiderio o un bisogno attraverso un’azione che è stata valutata. È importante che tutto il lavoro fatto nello studio del terapeuta venga poi riportato nella quotidianità. Se non cambiamo qualcosa nella nostra vita, difficilmente qualcosa cambierà.

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