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Carattere e musica: dal loop esistenziale alla musica che voglio

Carattere e musica: dal loop esistenziale alla musica che voglio

Così come il loop musicale è un insieme di suoni e ritmi che si ripetono di continuo, anche il carattere è un insieme di modi di stare al mondo che vanno in automatico. Per quanto questo rappresenti una risorsa per l'adattamento all'ambiente, a volte diventa un limite se non si è capaci di riconoscerlo, dirigerlo, ampliarlo e modificarlo. Attraverso esperienze creative si può avere più consapevolezza del proprio carattere, in modo tale da accrescere la capacità di fare scelte in base ai propri bisogni e al contesto in cui ci si trova.

Prendendo spunto dall'antica teoria dell'Enneagramma, si può sperimentare attraverso la musica il proprio “carattere” per scoprirne da una parte le risorse e dall'altra i loop che non ci permettono di sperimentare altro da quello che siamo abituati a fare. Si può lavorare sulla propria “musica”, per poterla riconoscere, suonare nel momento giusto e modificare nel ritmo, nella melodia, nel tempo in relazione alle circostanze e ai propri bisogni e desideri. Affinché “ è sempre la stessa musica” diventi “la musica che voglio”.

L’uso della musica, così, diventa utile in un percorso di rieducazione della capacità di comprendere metaforicamente qual è la colonna sonora che ci accompagna e condiziona il nostro modo di relazionarci col mondo. La musica diventa il punto di partenza per ripristinare la capacità di rispondere creativamente agli stimoli e di agire nel modo più funzionale ai propri bisogni.

 Un esempio di lavoro in gruppo

Partendo da una fantasia guidata si danno ai partecipanti degli input che gli permettano di entrare in contatto con delle parti di sé. Ancora prima si chiede di chiudere gli occhi e di identificarsi nella propria musica, di diventare la propria musica e osservare cosa succede. Diventando la propria musica, analogicamente le persone possono osservare il proprio modo di “suonare”, le proprie caratteristiche essendo “musica”, possono entrare in contatto con le proprie sensazioni ed emozioni prestando attenzione al piacere e/o meno che queste provocano. Una musica, in questo senso quindi la persona, può suonare rock o leggera, può essere suonata da un'orchestra o da un solo strumento, può essere suonata all'aperto o al chiuso, ci può essere qualcuno ad ascoltarla o nessuno. Una musica può suonare in un pub o in un teatro. Può essere lenta o veloce, con pause o tutta d'un fiato.

Finita la fantasia guidata, si riaprono gli occhi e senza parlare, i partecipanti scelgono uno o più strumenti musicali che nel frattempo sono stati disposti nel cerchio. Per strumenti musicali considero tutto ciò che produce suono, quindi anche la voce e il corpo. Successivamente, chi vuole può esprimere ciò che ha esperito durante la fantasia usando sia gli strumenti scelti, ma anche gli altri partecipanti dando vita così, passo dopo passo, insieme al terapeuta alla co-costruzione della propria colonna sonora. In questo momento, si può chiedere alla persona se le piace o meno quello che sta costruendo e ascoltando, e che effetto le fa. In più, quali caratteristiche ha la musica e in che modo queste hanno a che fare con il proprio modo di stare al mondo. A questo punto si chiede alla persona se vuole cambiare qualcosa di questa musica, ed è così che una nuova musica inizia a suonare ripetutamente. E se questo cambiamento fosse un qualcosa da fare o non fare nella vita, cosa sarebbe? In un primo momento il lavoro si muove su un piano analogico, la persona entra in contatto con i propri stati emotivi, fa esperienza delle proprie “cristallizzazioni” caratteriali che intanto sono diventate musica e suoni, per poi terminare su un piano digitale di consapevolezza e trasformazione “come quando nella vita?”. Ecco che la musica può diventare una risorsa utile per me come terapeuta per facilitare la persona ad esplorare, riconoscere, modificare e ampliare i vari aspetti di sé, può diventare strumento di mediazione nel processo di apprendimento, dove per apprendimento si intende l'integrazione di un'esperienza emotiva, cognitiva e di azione. Se prima del lavoro la persona era ingabbiata all'interno di comportamenti stereotipati e poco funzionali a rispondere ai propri desideri e al contesto di riferimento, durante il lavoro può sperimentare un modo di stare al mondo creativo, un più ampio ventaglio di risposte e di conseguenza una qualità di vita più soddisfacente.

L'uso della musica nella relazione d'aiuto dunque arriva da lontano. Il rapporto dell'essere umano con la musica parte da lontano. Essa è compagna di momenti bui e di momenti di luce. Attraverso la musica si può prendere con-tatto con le parti più intime, ci si esprime, si dà senso a quello che si prova, e come per magia il vissuto si fa chiaro, si scioglie, si trasforma. Con la musica ho creato relazioni da cuore a cuore, da pancia a pancia. Ho potuto incontrare popoli lontani senza saper parlare la loro lingua, la musica è linguaggio universale.

Con la musica ho danzato a piedi scalzi sulla terra, ho viaggiato per le strade del mondo, mi sono addormentato sotto un albero alla fine del giorno. La musica fa dialogare il naturale con il soprannaturale, il logico con l'artistico, l'uomo con l'universo. La musica cura quando uno sciamano percuotendo il proprio tamburo entra in trance divenendo mediatore di due dimensioni diverse, quella terrena e quella degli antenati, degli spiriti. Quando i ritmi forsennati costruiti nella relazione tra chi cura e chi viene curato, portano allo sfinimento e alla pace interiore. La musica cura quando uno psicoterapeuta chiede al proprio cliente di esprimere ciò che sente con dei suoni, con la propria voce, attraverso degli strumenti che prendono vita e rispecchiano vita. La musica cura quando viene amplificata e improvvisata, co-costruita nella relazione tra terapeuta e cliente/paziente. Quando integra le parti che apparentemente sono lontane tra loro, ma in realtà trovano casa nella stessa persona. Cura la musica quando non può esserci altro canale comunicativo che non siano suoni, rumori, semplici melodie. La musica parte da una sorgente e se arriva ad un'altra sorgente che accoglie, risuona. Come risuonano in me le parole dei maestri che in questi anni ho incontrato. Trova la tua strada e segui il tuo cuore. Io sento il battito del mio cuore, è musica.

La musica tocca vissuti dimenticati ma che continuano a vivere. La musica è simbolo di vita. Gli strumenti che la producono sono simboli. Nella mia nuova casa c'è musica. C'è una musica per ogni stagione.

 

Fabio Specchiulli P.IVA 03687670715

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