Fabio Specchiulli

La mia lettera a babbo Natale!

Caro Babbo Natale l’ultima volta che ti ho scritto è stato quattro anni fa. Nel frattempo nel mondo sono iniziate e finite e iniziate tante guerre, i ricchi sono sempre più ricchi ma ormai due mani sono troppe per contarli, e i poveri sono sempre più poveri e non gli resta che attaccarsi, con le mani. Ultimamente sta spopolando un gruppo che si chiama ISIS, questi qua dicono che sono mussulmani ma di quelli cattivi cattivi e stanno creando il panico per mettere contro i popoli. Intanto l’America, la Russia e via via gli stati cagnolini continuano a bombardare, ma questa tanto non è una novità. Alla fine chi ci lascia le penne sono sempre quelli che non c’entrano niente. In giro, si fa la guerra per qualsiasi minchiata, sembra quasi che tutti cerchino la scusa per scannarsi. Ora c’è un Papa che si fa chiamare Francesco, lui piace a tantissima gente, pure a quelli che stanno in carcere e a chi non crede, manca poco che piace pure all’ISIS perché dice che c’è bisogno di una chiesa povera. Infatti piace a tutti, meno che ai padroni della chiesa. Sta di fatto che l’amore tra persone dello stesso sesso non è ancora riconosciuto dallo stato. Io intanto mi sono sposato ed è nato pure un figlio. Sono diventato psicoterapeuta e la cosa più preziosa che ho imparato è che la serenità bisogna proprio sudarsela perché oltre al mondo e agli altri, ciò che davvero ci ostacola siamo noi stessi che spesso ci vogliamo tanto male e facciamo cose che non ci fanno stare bene. Perché ti scrivo? Perché proprio quest’anno? Perché dopo quattro anni penso di aver bisogno ancora del tuo aiuto. Innanzitutto, spero che tu e le tue renne stiate bene e che almeno dalle tue parti la neve scenda, perché qui, in Italia, così come nel 2011 fa ancora tanto caldo e credo avrai bisogno di una barca per consegnare i regali, ci sono 17° gradi. Se non trovi la barca, puoi sempre chiedere a qualche trafficante di uomini di accompagnarti.

Venendo al dunque, ti faccio la lista delle cose che voglio regalate da te.

1. Uno specchio affinché tutte le mattine io possa guardare la mia immagine e rendermi conto di tutte le ombre che mi appartengono, un po' di impegno per essere un uomo migliore per me e per le persone a cui voglio bene.
2. Per fare ciò mi serve qualche chilo di “responsabilità” rispetto a ciò che sento e voglio.
3. Poi non guasterebbero un paio di chili di “impegno” affinché io possa “fare” ciò che voglio.
4. Un palato nuovo per gustare quello che sarà il risultato delle mie azioni.
5. Due paia di scarpe buone, uno per tutti i giorni e l'altro per farci sport, affinché non mi venga la smania di comprarne 200 paia ad un prezzo basso, riempiendo la mia casa di plastica e materiali tossici, giusto per sfoggiare scarpe nuove ogni giorno.
6. Voglio regalata da te la facoltà di spegnere la luce quando non mi serve e magari di stare anche un po' al buio quando posso; non si sa mai riacquisto pure una vista migliore.
7. Ancora voglio regalata da te la facoltà di chiudere il rubinetto dell'acqua tutte le volte in cui l'acqua non mi serve.
8. Tre coperte pesanti ed un corpo con il quale stringermi e magari i riscaldamenti più di tanto non servono.
9. Una bici comoda e la promessa di usarla.
10. Tre grandi buste per poter andare a fare la spesa e qualche contenitore riciclabile. Una voce squillante che stimoli il commerciante a vendere alimenti sfusi.
11. Regalami due mucche e mi impegnerò a mungerle per poi vendere il latte casa per casa.
12. Un pezzo di terra da coltivare.
13. Una donna da amare ogni giorno come fosse il primo, con il rischio che lei non ami me.
14. Una donna da salutare ogni giorno come fosse l’ultimo, con un bacio, una carezza ed un abbi cura di te.
15. Una chitarra da suonare e qualche parola da cantare, a luci spente, ovviamente.
16. Voglio regalata da te la possibilità di avere pregiudizi e usare questi pregiudizi come curiosità nello stare con l'altro.
17. Aiutami a contattare l’umiltà e la compassione per accompagnare l’altro ed aiutarlo nella scoperta di sé.
18. Voglio riconoscermi giudicante per assaporare ciò che mi piace e ciò che non mi piace. E nel caso in cui qualcosa non mi piace, voglio la possibilità di cacciarlo via dalla mia vita a calci nel culo.
19. Voglio che mi regali il coraggio per accogliere il mio giudice interiore e al tempo stesso azzittirlo quando esagera. Perché diciamoci la verità, a volte rompe proprio il piffero.
20. Regalami la creatività che mi permette di muovermi nel mondo in tanti modi diversi. Perché noi possiamo fare molto di più di quello che pensiamo.
21. Voglio impegnarmi ad essere migliore per non dire agli altri di essere i peggiori.
22. Regalami un martello per scalfire un po' del mio orgoglio. La possibilità di scegliere le persone a me care e a loro tendere la mano, senza aspettarmi che loro mi tendano la propria.
23. Regalami la possibilità di chiedere aiuto e non aspettare che gli altri si accorgano del mio dolore.
24. Regalami la possibilità di dire “no” e sentirmi comunque una brava persona.
25. Regalami la possibilità di riconoscere la mia tristezza e la mia paura e l'occasione di poter dire ad un amico: ti voglio bene e sono arrabbiato con te.
26. Voglio ancora regalata da te la possibilità di vivere ogni attimo della mia vita seguendo ciò che voglio e non esaudendo desideri altrui.
27. Voglio la possibilità di poter dire a mio padre e a mia madre: con tristezza, rabbia, paura e felicità, grazie, perché tutto sommato avete fatto ciò che sapevate fare e l'avete fatto con amore.
28. Voglio potermi sentire un buon padre, con l’ansia di poter sbagliare.
29. Voglio regalare a mio figlio la possibilità di sbagliare. Io gli starò dietro per aiutarlo ad imparare dalla vita, senza farsi troppo male.
30. Voglio, infine, regalato da te il coraggio di poter vivere davvero seguendo questa preghiera e cioè: che io sono io e tu sei tu. Io non sono al mondo per soddisfare le tue aspettative e tu non sei al mondo per soddisfare le mie. IO FACCIO LA MIA COSA, tu fai la tua...se ci incontreremo sarà bellissimo, altrimenti non ci sarà stato niente da fare!!!

Caro Babbo Natale, so che ti sto chiedendo tanto e infatti sappi che non mi aspetto niente da te.
Ti ho scritto proprio per rendermi conto che, se non sarò io ad alzare il culo difficilmente potrò pretendere un mondo migliore, senza la guerra, e con tutti i bambini che fanno il girotondo.
Quindi, per quest'anno, resta pure dove sei, e goditi il caldo del tuo camino, te lo meriti. In giro c'è già tanta gente che vende illusioni. Il mio più bel regalo sarà ogni piccolo passo che farò verso il raggiungimento dei punti elencati. Ogni piccolo passo sarà la mia serenità.


ps. se decidessi di esaudire anche solo qualcuno dei miei desideri, comunicalo ad equitalia, non vorrei dover togliere il pane di bocca ai miei figli per darlo a questo stato distratto.

Buon Natale e Felice anno Nuovo a tutti.

Fabio Specchiulli

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