Fabio Specchiulli

Gestalt e Musica

Quello che propongo è l’uso della musica all’interno della cornice teorica della psicoterapia della Gestalt.

La musica e i suoni sono presenti nella vita dell'essere umano ancor prima di nascere e per tutta la vita lo accompagnano. Le parole sono suoni, i baci sono suoni, gli schiaffi sono suoni. Il pianto e il riso sono suoni, il camminare è suono, il mare è suono, la pioggia è suono, il vento è suono, il silenzio è il suono nell'assenza di suono. C'è una musica per la vita e una per la morte. C'è una musica per il primo amore ed una per l'amore di sempre. C'è il suono dello spavento, quello della meraviglia. La suzione è suono, la disperazione è suono, quando la terra trema produce suono, come suono sono in autunno sugli alberi le foglie. Musica dall'autoradio è lo sguardo perso nel verde di un bimbo alla gita domenicale con la famiglia, musica è il suono di una sirena, come allo stesso modo musica è il suono dei clacson che festeggiano marito e moglie. Musica a sera è il “ti amo” di mia moglie. Tutto è musica. Tutto è suono. Il suono e la musica fanno parte dell'esistenza umana. Ad ognuno la sua musica. Ad ognuno il suo suono. Da qui si evince il potere della musica come mediatore tra la persona e le varie parti di se stessa, mediatore tra la persona e i propri vissuti, tra la persona e l'ambiente.

La musica come metafora della vita, un insieme diversificato, infinite combinazioni di suoni, strumenti, ritmi, tempi, pause, timbri, intensità, uno dei tanti modi analogici possibili per avere consapevolezza di noi stessi, dare senso all'orchestra della nostra esistenza, e perché no, molteplici possibilità per cambiare e stare più in contatto con i nostri bisogni e desideri. D'altra parte così come l'essere umano può essere debole, forte, lento, veloce, controllato e controllante, triste e felice, arrabbiato e impaurito, rigido e morbido, libero e imprigionato e chi più ne ha più ne metta, ci sono musiche con caratteristiche simili e che richiamano simili vissuti. Come se la musica e i suoni fossero parti di noi da integrare, come se ci fosse una musica di sottofondo e una predominante, come se quello che faccio fosse una musica, come se fossi la mia musica, come se ci fossero altre musiche che avrei sempre voluto suonare ma che non conosco e non ho mai suonato, come se “è sempre la stessa musica” potesse diventare “la musica che voglio”, come se “con questa musica voglio dirti che”. Del resto, psicoterapia è anche empatia. Musica è anche risonanza. Empatia è risonanza. Psicoterapia è anche Musica.

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